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Gli azzurrini laziali, un sogno avverato

Quanti ragazzi, calzando la staffa e montando in sella, hanno immaginato almeno una volta di trovarsi nel campo più bello del mondo: un pubblico galvanizzato,  le bandiere che sventolano, il suono della campana e lo speaker che annuncia “and now,  for Italy…”.

Per molti la fantasia rimane tale, per altri il sogno diventa realtà. Questo è il caso dei cinque azzurrini, targati Fise Lazio under 16, che hanno preso parte ai Campionati Europei Pony 2018 a Bishop Burton in Gran Bretagna.

Arrivare agli Europei significa costanza, duro lavoro e sacrifici quotidiani. Caratteristiche che Mathilda Mercuri, Giovanna Bolaffio, Camilla Luciani, Filippo Cinelli ed Eleonora de Sanctis hanno dimostrato di possedere al massimo livello.

Timidi ed un po’ spiazzati rispondono alle domande alla chiusura della manifestazione. Probabilmente ancora non hanno realizzato di essere dei “Campioni”, alcuni di loro si aspettavano un risultato migliore, diversi non si immaginavano di essere selezionati. Li accomuna il merito di avercela messa tutta, di aver orgogliosamente rappresentato un’intera regione, un’intera nazione.

Tre quarti della squadra del completo viene dalla Scuderia C&G, per questo Camilla, Giovanna e Filippo, ci tengono a precisare “Siamo una squadra, lo eravamo prima di arrivare in Inghilterra e lo continueremo ad essere, ovviamente il merito è dei nostri istruttori Maria Laura Cianfanelli, Deodato Cianfanelli, Vincenzo Cinelli e Francesco Girardi”. La stessa gratitudine la esprime Eleonora, l’amazzone in gara nell’individuale proveniente dal Pony Club Athlion Sabina, “non sarebbe stato possibile senza i miei istruttori Giovanni Bonaccorsi, Alessandra Magliari Galante e Argenta Campello”.

È arrivata quinta la squadra, la migliore è stata la campionessa italiana Camilla Luciani, classe 2003, che in sella a Morelands Affair ha ottenuto la decima posizione individuale, migliorando nettamente la prestazione rispetto all’europeo 2017: “ero meno emozionata, ho saputo controllare meglio l’agitazione ed il pony è stato impeccabile. Partecipare agli Europei ti permette di crescere sia da un punto di vista tecnico che come persona nella vita quotidiana, il ritiro è stato molto utile per capire come affrontare la gara, ma il momento in cui realizzi cosa ti sta capitando è la cerimonia di apertura: rappresenti la tua nazione”.

Sorridente, Giovanna Bolaffio, alle prese con il suo secondo europeo in sella a Dromalga Noor, spiega: “la pony è stata fantastica, ha chiuso nel migliore dei modi la carriera agonistica. Mi sono affidata a lei nonostante potessi scegliere con quale compagna di gara partecipare. A dicembre dovrò affrontare il passaggio con i cavalli, ovviamente sono spaventata, ma in fondo mi dico che è un tappa che affrontano tutti, in fin dei conti sarebbe un bel sogno partecipare agli Europei Junior! Di questa edizione mi porterò dentro lo spirito di squadra, il college dove abbiamo dormito con tutti gli atleti delle altre discipline e l’unità che ci siamo trasmessi a vicenda”.

Esordisce  raccontando: “le ragazze mi hanno trattato bene, sono state molto gentili”, Filippo Cinelli, unico cavaliere del team, non ancora quattordicenne, ma saggio come un adulto. Rivela tutto l’orgoglio di essere un figlio d’arte spiegando: “Sono avvantaggiato perché ho più sicurezze grazie alle molte persone che mi stanno accanto. A un minuto dal via per il cross mi sono emozionato, ma appena ho iniziato a galoppare con Biancospino King del Colle San Marco ho avuto una scarica di adrenalina. Il giro è stato impegnativo e tecnico, ma non eccessivo. Il bello di un europeo oltre alla gara è il contesto, e forse uno dei momenti in cui abbiamo riso di più è stato quando ho fatto scattare l’allarme antincendio della mia stanza mettendomi il deodorante, e tutti hanno pensato che stessimo fumando!”

Solare e determinata, risponde convinta ad ogni domanda Eleonora de Sanctis: “Ho gareggiato a titolo individuale, ho scoperto di essere stata selezionata tramite il sito della Fise ed ero contentissima. La gara è stata coinvolgente in ogni dettaglio: la visita, la misurazione, il cross e le serate trascorse a fare il tifo per i ragazzi dell’Horseball. Tutta la delegazione italiana è stata unita e questo è stato possibile soprattutto grazie ai nostri tecnici Emiliano Portale e Zilla Pearce”.

Nel completo, dunque,  Lazio presente e protagonista in ogni squadra (Medaglia d’argento Young Rider, leggi articolo); il reparto del salto ostacoli non è da meno, unico binomio laziale ad aver preso parte a Bishop Burton, Mathilda Mercuri e Marcello  .

Nata nel 2004 la giovane amazzone dell’Excalibur ha una fiducia cieca nella sua istruttrice Luna di Federico: “grazie a lei sono arrivata a saltare queste altezze; davanti a me ho ancora due anni per poter migliorare. Partecipare agli Europei è una sensazione unica, ed il giorno più difficile è stato senz’altro la Coppa, devo imparare a gestire le mie ansie sennò Marcello diventa complicato! Per il resto è stata un’avventura costruttiva, abbiamo coltivato molte amicizie, il giusto traguardo per un gruppo che fa le gare insieme da inizio anno, credo che Giuseppe Forte sia soddisfatto di noi anche se siamo consapevoli di dover crescere ancora molto.”

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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